Da martedì scorso la nave portacontainer Ever Given sta bloccando il Canale di Suez a causa di una tempesta di sabbia. Ciò ha causato il blocco totale di uno dei tratti più trafficati del pianeta, dove circola il 12% delle merci.

L’interruzione prolungata del traffico nel canale, osserva Bloomberg, comporterà “costosi ritardi” per le aziende europee che dipendono da un flusso costante di importazioni asiatiche. Il rischio è quello di un’interruzione della catena di approvvigionamento di qualsiasi cosa, dal petrolio ai cereali alle automobili, con una perdita stimata di 10 miliardi di dollari al giorno.

Latitudo 40 sta ora utilizzando i propri algoritmi di rilevamento degli oggetti per monitorare l’evoluzione della situazione nel Canale di Suez: nelle immagini allegate possiamo vedere il traffico navale del giorno 20 e del giorno 25 (sia a nord che a sud), con un focus sul grande mercantile incagliato.

Di fronte all’incertezza sulla riapertura del canale, le compagnie di navigazione hanno iniziato a scegliere rotte alternative per il passaggio dal Mar Rosso al Mediterraneo. Diverse navi, petroliere che trasportano gas naturale liquefatto, sono state dirottate, tre delle quali sulla rotta più lunga intorno all’Africa, attraverso il Capo di Buona Speranza. Al momento ci sono 200 imbarcazioni bloccate, in continuo aumento.

Latitudo 40 seguirà da vicino l’emergenza con un monitoraggio costante nelle prossime ore/giorni, attraverso la sua piattaforma che permette di ricercare, elaborare e processare automaticamente le immagini prodotte dai satelliti intorno alla Terra e trasformarle in informazioni per semplificare i processi aziendali con potenti algoritmi di intelligenza artificiale e machine learning.

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