L’urbanizzazione è la tendenza dominante nello sviluppo della civiltà moderna. Nell’ultimo secolo, secondo le stime delle Nazioni Unite, la quota media di popolazione urbana nel mondo è cresciuta fino al 54%. Si stima che 3,5 miliardi di persone vivano nelle aree urbane. Si prevede che la popolazione urbana raggiungerà i 6,3 miliardi di persone entro il 2050, portando la sua quota di popolazione mondiale dal 50% a oltre il 70%. Le città sono centri di creatività e di progresso economico, ma devono anche affrontare molte sfide ambientali, soprattutto a causa dei rischi legati all’inquinamento atmosferico, al tempo, al clima e all’acqua. Le città sono le maggiori responsabili del cambiamento climatico, consumando il 78% dell’energia mondiale e generando oltre il 60% delle emissioni di gas serra.

Nei grandi insediamenti urbani, le attività umane hanno un grande impatto sullo stato dell’ambiente, creando caratteristiche meteorologiche e climatologiche uniche. L’accumulo di grattacieli, strade, spazi verdi e superfici in cemento determina modelli impegnativi di pioggia, vento, calore e qualità dell’aria. Le superfici dure possono influenzare la portata dell’acqua e aggravare il rischio di alluvioni. L’allineamento degli edifici in un’unica linea può portare alla formazione di gallerie del vento localizzate. Il traffico e le emissioni industriali di polveri sottili possono contribuire alla cattiva qualità dell’aria. Il surriscaldamento locale delle città può aumentare le temperature di 5-10°C, esacerbando gli effetti delle ondate di calore. L’enorme densità di popolazione e l’uso di combustibili fossili rendono la popolazione urbana altamente vulnerabile agli effetti del cambiamento climatico. Il problema è aggravato dalla riduzione degli spazi verdi.

Tipi e caratteristiche dei rischi nelle megalopoli

Attualmente vengono evidenziati i rischi di natura naturale e antropica. I rischi naturali comprendono i disastri naturali, di carattere idrometeorologico (cicloni, inondazioni, incendi boschivi, uragani, tifoni, piogge intense, ecc.), geologico (terremoti, frane, eruzioni vulcaniche, tsunami, ecc.) e biologico (epidemie). Tra quelli antropici, vi sono i rischi ambientali, tecnologici e socio-economici.

La differenza fondamentale tra rischio naturale e antropico è data dai seguenti fattori. In primo luogo, i rischi (fenomeni) naturali interessano tutti i sistemi urbani; il grado di impatto negativo dipende dalla forza del fenomeno naturale e dal grado di resilienza dei sistemi urbani a tali eventi. In secondo luogo, si tratta di fenomeni di natura casuale e spontanea e la loro gestione nel contesto dell’ambiente urbano si limita al monitoraggio, al supporto informativo, all’organizzazione di servizi speciali per la prevenzione e l’eliminazione delle conseguenze dei disastri naturali. In terzo luogo, i danni significativi causati dalla catastrofe, di norma, sono stimati in ingenti somme di denaro, e le perdite di vite umane possono ammontare a migliaia. In quarto luogo, i rischi naturali possono provocare rischi antropici.

Vulnerabilità nelle città

Le popolazioni urbane sono particolarmente vulnerabili agli effetti negativi dell’inquinamento atmosferico, delle condizioni meteorologiche estreme (comprese le ondate di calore, le inondazioni, la siccità e le mareggiate per i residenti sulle coste) e dei cambiamenti climatici. Con l’aumento della densità, della complessità e dell’interdipendenza dei sistemi urbani, le città possono essere soggette a un effetto domino, in cui un evento estremo porta a un’interruzione generale delle infrastrutture con conseguenze a lungo termine. È questa interdipendenza che spiega la necessità di un approccio integrato al servizio degli abitanti delle città e dei responsabili delle decisioni in materia di meteo, ambiente e clima, dalle previsioni meteorologiche e climatiche agli eventi partecipativi e alla pianificazione urbana.

La buona notizia è che le città di tutto il mondo hanno già iniziato ad agire per ridurre le emissioni di gas serra e stanno perseguendo politiche per incoraggiare l’uso di fonti energetiche alternative. Tuttavia, è necessario intensificare gli sforzi dei politici e dei leader per affrontare il cambiamento climatico, per tenere il passo con la crescita della popolazione e il rapido cambiamento climatico.

Per creare città intelligenti, sostenibili e inclusive è necessario disporre di dati storici e di un monitoraggio continuo. Grazie al facile accesso all’elaborazione di immagini satellitari e all’uso di algoritmi di analisi e classificazione, sviluppati nei nostri laboratori di ricerca e sviluppo, con Latitudo 40 siamo in grado di fornire informazioni dirette per migliorare la vita dei cittadini, osservando le città dallo spazio.

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